Chi firma la ricerca, chi la verifica, chi la racconta

Redazione, comitato scientifico e collaboratori esterni che curano le pubblicazioni di Brain Resilience: neurologi, biostatistici e ricercatori che lavorano tra università italiane, IRCCS e il CNR.

Come si è costruito il gruppo di ricerca

Tappe, revisioni e cambi di rotta che hanno portato Brain Resilience da un archivio di appunti condivisi a una redazione scientifica strutturata, con referenti clinici in più regioni.

  1. 2016

    Primo nucleo editoriale

    Tre ricercatori con formazione in neurofisiologia e statistica sanitaria iniziano a raccogliere schede di lettura su studi italiani in tema di invecchiamento cognitivo. Il materiale resta interno, senza pubblicazione.

  2. 2018

    Nasce il comitato di revisione

    Vengono definiti i criteri di valutazione dei contributi: disegno dello studio, numerosità del campione, trasparenza sui limiti. Da qui parte la prima collaborazione stabile con un gruppo universitario attivo sui biomarcatori plasmatici.

  3. 2020

    Protocolli di riabilitazione a distanza

    L'interruzione delle attività in presenza spinge il gruppo a documentare i programmi di teleriabilitazione cognitiva adottati in reparto. Nasce una sezione dedicata alla pratica clinica, con schede sugli strumenti di valutazione utilizzati.

  4. 2022

    Convenzioni con istituti di ricerca

    Si consolidano gli accordi con strutture IRCCS e con laboratori CNR per l'accesso a dataset longitudinali. Il lavoro redazionale si sposta su coorti over 65 e su studi di connettività funzionale.

  5. 2024

    Linee guida interne e formazione

    Il comitato pubblica un documento di indirizzo su come citare dati preliminari e come segnalare conflitti di interesse. Contestualmente parte un ciclo di incontri per giovani redattori su metodologia della ricerca clinica.

Perché esiste Brain Resilience

Una rivista nata per rendere leggibile la ricerca neurologica italiana

Ridurre la distanza tra laboratorio e ambulatorio Molti studi condotti nelle università e negli istituti del CNR restano chiusi dentro pubblicazioni specialistiche. Il nostro lavoro è tradurli in un linguaggio che un medico di base, un fisioterapista o un familiare possano usare davvero. Non semplifichiamo i dati: spieghiamo i limiti, i campioni, i metodi di reclutamento.
Validazione prima della divulgazione Ogni articolo passa attraverso un comitato scientifico che verifica fonti, conflitti di interesse e coerenza statistica. Non pubblichiamo risultati preliminari presentati come definitivi, né protocolli senza una descrizione chiara della popolazione studiata. Se un dato è incerto, lo scriviamo.
Attenzione ai protocolli di riabilitazione Seguiamo da vicino il modo in cui le biotecnologie entrano nei percorsi riabilitativi: teleriabilitazione, stimolazione cognitiva, misurazione dell'aderenza. Sono ambiti dove la pratica clinica cambia più velocemente di quanto la letteratura riesca a consolidare, e dove serve un presidio editoriale stabile.
Uno sguardo sulla prevenzione sanitaria Interessa meno il caso singolo e più ciò che emerge dalle coorti: marcatori infiammatori, familiarità, fattori ambientali. Pubblichiamo sintesi di studi longitudinali italiani perché è da lì che arrivano indicazioni utili per chi organizza screening e percorsi di presa in carico sul territorio.
Indipendenza editoriale come condizione di lavoro Non accettiamo contenuti sponsorizzati presentati come articoli scientifici. Le collaborazioni con istituti di ricerca sono dichiarate in apertura di ogni pezzo. Questa regola ci costa opportunità, ma è l'unico modo per restare credibili davanti a chi ci legge per lavoro o per necessità.
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