Qualità e affidabilità della ricerca: come verifichiamo ciò che pubblichiamo

Ogni contributo che appare su Brain Resilience passa attraverso la lettura di un comitato scientifico, il controllo delle fonti primarie e la verifica dei dati grezzi quando sono disponibili. Qui spieghiamo con quali criteri lavoriamo, quali informazioni chiediamo agli autori e cosa facciamo quando un risultato non regge.

Domande frequenti sulla qualità del lavoro editoriale

Le risposte che seguono riguardano il modo in cui verifichiamo contenuti, fonti e procedure. Non troverai promesse di risultati clinici: solo criteri di controllo applicati a ogni articolo e a ogni collaborazione con i gruppi di ricerca.

Chi valuta un articolo prima della pubblicazione

Ogni contributo passa da almeno due revisori con competenze coerenti al tema trattato, scelti tra ricercatori attivi su neuroscienze, epidemiologia o riabilitazione. Il revisore non appartiene allo stesso gruppo che firma il lavoro. Le osservazioni vengono restituite agli autori con richiesta di integrazioni documentali, non solo stilistiche.

Come vengono trattati i dati provenienti da studi clinici

Pubblichiamo esclusivamente risultati già approvati dai comitati etici competenti e, dove previsto, registrati in piattaforme pubbliche di trial. Quando un dataset è parziale o il campione è ridotto, lo segnaliamo in apertura e non estrapoliamo conclusioni oltre quanto i numeri sostengono. I limiti metodologici restano nel testo, non nelle note a piè di pagina.

Quali collaborazioni istituzionali sosteniamo

Lavoriamo con gruppi universitari, IRCCS e strutture del CNR su temi di salute cognitiva e biotecnologie applicate ai protocolli riabilitativi. La collaborazione riguarda la revisione dei contenuti e la verifica delle fonti, non la promozione di singoli istituti. I rapporti attivi sono descritti nella pagina dei partner, senza loghi usati come garanzia di qualità.

Come gestiamo correzioni ed errori

Se un dato pubblicato risulta impreciso, aggiorniamo l'articolo e annotiamo la modifica con data e natura della correzione. Non rimuoviamo silenziosamente un passaggio: la versione precedente resta consultabile su richiesta motivata. Segnalazioni di errore possono arrivare anche dai lettori e vengono esaminate dal comitato editoriale.

Cosa non pubblichiamo

Escludiamo contenuti che promettono esiti terapeutici, che presentano singoli casi come prova generale o che citano fonti non verificabili. Non ospitiamo materiale promozionale di prodotti sanitari. Se un tema è ancora dibattuto nella letteratura scientifica, lo trattiamo come tale, con posizioni diverse messe a confronto.

Dubbi su una pubblicazione specifica o richieste di chiarimento sui criteri adottati: scrivi al comitato editoriale tramite la pagina contatti. Per segnalazioni formali su un contenuto, la procedura è descritta nella policy editoriale.

Come verifichiamo ciò che pubblichiamo

Non raccogliamo numeri gonfiati né dichiarazioni di prestigio. Le valutazioni che trovi qui nascono da revisioni tra pari, da verifiche documentali sui protocolli citati e dal riscontro di chi lavora nei reparti e nei laboratori che seguiamo.

Revisione tra pari su ogni contributo

Ogni articolo passa da almeno due revisori indipendenti prima della pubblicazione. Chi firma una ricerca conosce i rilievi ricevuti: le risposte ai revisori restano archiviate e consultabili su richiesta motivata.

Comitato scientifico editoriale

Verifica delle fonti primarie

Prima di citare uno studio controlliamo il dataset originale, il disegno della coorte e le limitazioni dichiarate dagli autori. Quando un dato non regge il confronto tra centri diversi, lo scriviamo invece di arrotondarlo.

Gruppo di verifica documentale

Riscontro dai centri clinici

I protocolli di riabilitazione che descriviamo vengono discussi con chi li applica in reparto. Le criticità emerse durante il confronto finiscono nell'articolo, non in una nota a margine.

Referenti IRCCS e strutture universitarie

Correzioni tracciate nel tempo

Se un passaggio va corretto, aggiorniamo il testo e annotiamo la modifica con la data. Preferiamo un articolo rivisto a un articolo che resta fermo per non ammettere un errore.

Redazione

Ci hanno chiesto di spiegare perché un protocollo funzionava in un centro e non in un altro. Nessuno ha provato a nascondere la differenza: è finita nel pezzo, con i numeri a supporto.

Loredana Bianchi, ricercatrice in neuroscienze

Lavoro in riabilitazione da anni. Qui ho trovato articoli che descrivono la pratica reale, non la versione da congresso. È raro e si nota subito.

Vinicio D'amico, fisioterapista

Seguo la rivista per aggiornarmi sui biomarcatori. La parte utile è che ogni affermazione rimanda alla fonte, senza scorciatoie.

Anna Martinelli, biologa clinica
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