Ogni articolo pubblicato passa attraverso la lettura dei revisori interni, il confronto con le fonti primarie e la verifica dei riferimenti bibliografici. Qui raccogliamo i criteri che applichiamo, le segnalazioni ricevute dai lettori e le correzioni apportate nel tempo.
Ricercatori, fisioterapisti e referenti di comitati scientifici ci raccontano cosa cambia davvero nel loro lavoro: quali articoli finiscono nelle riunioni di reparto, quali dati vengono citati nei protocolli, dove il materiale pubblicato ha aperto una discussione interna. Nessuna metrica gonfiata, solo il riscontro di chi legge e applica.
Uso la sezione sugli studi clinici per preparare i briefing del martedì con gli specializzandi. I riassunti sono asciutti e tengono dentro i limiti del disegno di studio, cosa che altrove sparisce. Mi servirebbe solo un filtro più rapido per anno di pubblicazione.
Nel nostro ambulatorio di riabilitazione cognitiva citiamo spesso i pezzi sui protocolli post-ictus. Non sono manuali operativi, ma danno il contesto per scegliere tra seduta intensiva e teleriabilitazione. Il linguaggio resta comprensibile anche a chi non è del settore.
Seguo il portale per la parte su biomarcatori e prevenzione. Gli articoli segnalano sempre la variabilità tra centri di reclutamento, e questa onestà metodologica è rara. Ho proposto due letture al comitato etico prima di una revisione interna.
Lavoro in biblioteca sanitaria e ricevo richieste di studenti sui temi di neuroimaging funzionale. Il materiale è ordinato, con riferimenti verificabili e senza promesse di risultati. Lo uso come punto di partenza per la ricerca bibliografica vera.
Non raccogliamo punteggi di gradimento né stelle. Quello che trovi qui sono i riscontri dei comitati scientifici, i giudizi dei revisori esterni e le note dei gruppi di ricerca che hanno lavorato con noi su articoli, protocolli e dataset.
Ogni articolo inviato passa a due revisori indipendenti, di cui almeno uno esterno all'istituto di provenienza degli autori. Le osservazioni restano archiviate insieme alla versione accettata, così è possibile ricostruire il percorso di ogni testo pubblicato.
Comitato editoriale, sezione neuroscienze clinichePrima della pubblicazione verifichiamo che tabelle, intervalli di confidenza e descrizioni testuali dicano la stessa cosa. Sui lavori che usano coorti italiane chiediamo anche il riferimento al centro di reclutamento e al periodo di osservazione.
Gruppo di verifica metodologicaQuando un dato viene rivisto dopo la pubblicazione, la modifica resta tracciata con data e motivazione. Preferiamo una nota di rettifica leggibile a una versione ripulita senza storia: chi legge deve poter capire cosa è cambiato e perché.
Redazione, politiche di correzioneDiversi laboratori universitari e istituti di ricovero e cura a carattere scientifico ci segnalano temi da approfondire, propongono revisioni e ci passano dataset già anonimizzati per analisi secondarie. Il rapporto è continuativo, non legato a un singolo numero.
Rete di collaborazioni scientificheNessuna percentuale di soddisfazione, nessun premio autoassegnato, nessuna citazione attribuita a persone che non hanno rilasciato un parere. Se un riscontro non è documentabile, non lo pubblichiamo: su temi di salute cognitiva la prudenza vale più della visibilità.
Nota della direzione editoriale